IL CASO SANDRA SANDRI
BOLOGNA – Sono passati 35 anni da quell’aprile 1975, 7 aprile, quando a Bologna scomparve nel nulla una ragazzina di 12 anni, Alessandra Sandri, detta Sandra. Questa vicenda è stata raccontata nell’ultima puntata di Chi l’ha Visto, dove una Federica Sciarelli che si sta dimostrando una delle giornaliste italiane più preparate e coraggiose, ha sviscerato questa storia con tutti i misteri e le dure verità che la rendono meritevole di essere riportata a galla.
Stava andando a scuola, in autobus, con un’amica, come faceva sempre. Ma la sua amica a scuola arriva, lei non ci arriverà mai. Quella di Sandra Sandri è una storia angosciante, soprattutto per un elemento, un nastro audio di più di 20 minuti in cui è incisa la voce della piccola. Un nastro di una durezza sconvolgente in cui si sente un uomo che la interroga, la molesta verbalmente, chiedendole, intimandole di raccontare, il suo incontro con un uomo di Bologna, tale Franco Mascagni, deceduto anche lui. Pedofilia.
L’uomo che la interroga, Ignazio Parentela, pare un informatore della polizia e presunto aggressore di un’altra bimba, è ormai morto. All’epoca dei fatti viene convocato in Questura dove qualcuno ha consegnato questo nastro che è stato trasmesso da RaiTre, ma solo pochi minuti iniziali, prima della parte più scabrosa e inaccettabile, quando la piccola, sotto continue pressioni e molestie, racconta di un altro abuso di cui è stata vittima da parte di un altro uomo, un conoscente del suo assurdo interrogante.
Fa ancora più male sapere che questi orchi, questi ignobili individui, benchè la polizia sapesse di questo nastro e della condotta dei due, non sono mai stati indagati, non è mai stato fatto loro nulla. Un po’ come nella vicenda di Elisa Claps o peggio ancora in quella della piccola Ottavia De Luise, gli adulti considerano queste bambine abusate, e probabilmente uccise, colpevoli di non si capisce cosa. Non vittime innocenti che hanno avuto la sfortuna di finire nelle mani di bestie immonde, ma in qualche modo complici e in una certa misura meritevoli della loro fine. Aberrante.
In questa storia allucinante che tutti vorremmo si trattasse di un incubo irreale, arrivano le parole incredibili dell’allora capo della squadra mobile di Bologna Ciro Carlo Lomastro che definisce questa gente dei “gaudenti”, parole che davvero non meritano alcun commento tanto sono vergognose e incredibili. “La Sandri o si è allontanata volontariamente o aveva un appuntamento con qualcuno, di certo nessuno l’ha presa con la forza, altrimenti qualcuno ce lo avrebbe detto”, questa la “tesi di ferro”. E poi continua, sempre più squallido: “Dimostrava più anni di queli che aveva”. Il giornalista chiede: “C’erano dei pedofili a Bologna in quegli anni? No, nella maniera più assoluta. Il bolognese è un gaudente, queste sono perversioni. Io non riesco a immaginare un bolognese perverso, se mai interessato a darsi alla gioia più intensivamente, ma non perversioni. Se perversione c’è stata allora non ho capito nulla dell’ambiente bolognese”.
La beffa finale è che questo individuo è stato questore a Napoli e addirittura prefetto ad Avellino e Rovigo. Prefetto della repubblica italiana, con le lettere minuscole.
Chi frequentava quel bar? Quali segreti nascondono i suoi avventori? Che fine ha fatto Sandra Sandri? Chi sa, parli.
Guardate e diffondete la puntata di Chi l’ha visto che a breve sarà disponibile sul sito della trasmissione di Federica Sciarelli, sempre più un esempio e un modello per i giovani giornalisti.
Riportiamo in basso gli spezzoni della trasmissione che parlano del caso di Sandra Sandri (il primo video, a partire dal minuto 5,30).
AGGIORNAMENTI – La Procura di Bologna ha riaperto il caso di Alessandra Sandri
http://www.net1news.org/bologna-alessandra-sandri-la-terribile-storia-della-bimba-scomparsa.html




















